il vuoto riempibile non e’ gia’ piu’ vuoto,
se c’e’ gia’ un rutilar di cabrèi a riguardo
di complementi oggetto oppur di moto,
(seppur con risibile e visibile ritardo)
dimmi se e’ rassegnazione o saggezza
questa che ora tu accompagni a zonzo,
in questo vuoto cercando una pienezza,
o se rimane,ahime’un galleggiar di stronzo.
di vecchio astronauta andato alla deriva,
mi sento oste che non puo’ piu’ travasare,
o una massaia rimasta senza piu’ lisciva,
senza vuoti e nemmeno bottiglie da lavare.
Michi , ho ancora un consiglio inutile e sincero:
stipa nel tuo vuoto l’impossibile, il non vero,
riempilo di illusioni deleterie
vedrai che fra trent’anni tornan buoni
anche i sogni infranti ,i resti, le macerie.
( A Michela Canevese)
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