Se dovessi spiegare in poche parole il fatto che sono felice, ne farei una ragione medica, soffro da anni di aritmia cardiaca, cioe’ il mio cuore non ha un ritmo regolare e il suo battere, il suo scalfire la ragione per far posto alle sue cose, e’ imprevedibile, cosi’ la mia ragione ha scaglie di sopravvivenza, creste di indipendenza che fanno da eco al grido di solitudine, facendolo cogliere dove altrimenti non si potrebbe udirne il minimo sussurro. Cosi’, quando sembra che nell’abisso di solitudine non giunga nessuna voce, ecco l’eco di Dio,quel tu a cui si rivolge,non udito, il cuore regolare.
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Metanolo
4 Comments
a me il cuore regolare lo dà l’Inderal
col buon Dio ce parlo pochetto perchè so che mi farebbe a pezzi
alle volte desidero una fede ceca e possente, di quelle che travolgono la scienza, la tecnica, la medicina, di quelle da ” non voglio trasfusioni”, di quelle da “suicidiamoci tutti, cosi’ vediamo dio prima” ma sono troppo curioso delle cose che succedono qui per ammetterla alla mia ragione.
non mi manca la fede, sarei finita se mi mancasse, fede cieca?
no, fede ragionata col cuore + che con la mente
cosa che mia figlia, che ragiona solo con la mente, non riesce affatto a capire ma tant’è…..
non puo’ mancare la fede, chi ha un lato scoperto, un punto debole, la certezza dell’incertezza, ha fede,ha bisogno di qualcosa oltre la ragione, beata tua figlia fin che sta cosi’, mi fa venire in mente Giorgio Caproni, quando scrive:
Un idea mi frulla,
scema come una rosa,
dopo di noi non c’e’ nulla,
nemmeno il nulla,
che sarebbe gia’ qualcosa.
( il riferimento alla rosa e’ il paradiso dantesco, che dante definisce una rosa oltre la quale non sa’ cosa ci sia, cioe’, oltre la rosa rimane la rosa, princiipio che applico anch’io con la gazzetta dello sport)
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