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reinsacrare ( laforgue)

In Jules Laforgue non ci si imbatte per caso, vi si arriva dopo aver attraversato i prati di Montale, la desolata carnia di Ungaretti, le piazze disselciate di Palazzeschi, il mondo dilatato di Govoni : Questo e’ stato il mio percorso prima di arrivare alle ” Moralita’ leggendarie” di questo seminatore di genio.Il libro e’ del 98 ed e’ una ristampa di Garzanti, la traduzione, deliziosa , e’ di un altro poeta: Nelo Risi.Leggendolo si ritorna amici di quei miti contro i quali tanti, troppi, si sono lanciati, e’ un processo  di riconsacrazione, intima, sentita, che va in collisione frontale con la erosione iconoclasta del ventesimo secolo. Leggendolo si avverte un senso di riempimento, di chiusura con qualche toppa dei buchi di vuoto inevitabilmente creatisi in me dopo sartre, moravia, Caproni e , accidenti,  Alda Merini e Penna.Se ne consiglio la lettura ? no. Non prima di aver assunto ed elaborato dentro la scrittura dei poeti summenzionati, ecco, dopo, con calma, senza pretendere, si possono cercare i germi di quei poeti in Laforgue,povero disgraziato,morto a 27 anni, senza lasciarci  nemmeno  il gusto di poter  dire di lui: queste sono opere giovanili.

3 Comments

  1. Artemisia65 wrote:

    e mi dispiace pure per Laforgue ma fratello mio, cambia per un po’ letture, sennò ti intristisci, capisco la letteratura travagliata ma cavolo leggi anche Camilleri che almeno ridi un po’ (per le traduzioni ti posso aiutare io :) )

    mercoledì, novembre 18, 2009 at 17:13 | Permalink
  2. zuppa wrote:

    a propostio di camilleri..devo far na cosa.

    giovedì, novembre 19, 2009 at 07:54 | Permalink
  3. Artemisia65 wrote:

    non fumare che ti fa male :)

    giovedì, novembre 19, 2009 at 08:24 | Permalink

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