questa e’ una voce assente dai dizionari, dai vari sabelli-colletti, devoto-oli, etc etc. Non se ne trova traccia nemmeno in quello dell’accademia della crusca, in nessuna delle 5 edizioni. Che sia un neologismo? No, visto che proprio in un opera iscritta nelle rilevanze dell’accademia citata, se ne trova un esempio d’uso ” a mezzanotte di un mezzagosto sprocerato” ( Marchetti: Versilia triumphans) cosi’ compilo io, per stavolta :
Sprocerato: agg. Misero , sottodimensionato, difforme per difetto – etim: dal latino procerus (alto) per contrario a procero ( alto e lungo) da cui proceri ( magnati , alti dignitari).Si trova nel rimario del Poliziano : Questo è il diamante, anzi il piropo ardente, Che i gran proceri tuoi amaron tanto, La plebe, il volgo, e la patrizia gente.
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