vi sovvien la prima fila?
dite il vero mica piu’….
qualche nome nella pila,
l’aula fatta com’una scala
ma in terza, c’eri tu?
mi ricordo la michela,
caro amor dagli occhi blavi,
ritrovata dalla nievo,
oh d’amore io c’ardevo,
ma da sempre mi schivavi…
avevi in fianco l’adalberta,
fin dalle medie, prima i
ragioniera assai esperta,
a verdura e frutta poi fini’,
La rosanna dell’edicola,
era amica di chi, boh?
cosa assai ridicola,
non me la ricordo,no,
era la peri, la francesca,?
che a parole era manesca,
ma alla fine mi abbraccio’ ?
l’ho baciata un mese fa,
a una festa pidielle,
si adesso mi sovviene,
eravate due sorelle,
io di amici non ne avevo,
mauro brollo, e poi chi?
se me li son dimenticati
qualche cosa vuole dir,
Carrer / Pasini,
coppie affini:
Zanutto/Pin
tipo starsky e hutch
ma piu’ lessi e rintintin.
mi ricordo il grande solo:
trevisan sergio maria,
freak ed anti modaiolo,
si bastava lui, da solo,
si faceva compagnia.
Mi ricordo anche la Gnes
combattuta tra due amori,
per esprit de la finesse,
non vi dico i miei rancori,
chi non l’avrebbe lei amata,
posseduta o anche baciata?
la sua lontana intelligenza,
longinqua bellezza,
altra umanita’ ed essenza,
altra sapienza, altra razza,
irraggiungibile,siderea,
cima del cielo,
intangibile, aerea.
torno a terra coi pensieri,
anzi vado ai pozzi neri,
mi ricordo simonato,
l’ho sempre rispettato,
poi un giorno m’e’ franato
il ricordo mai si perda:
A me ed andrea
c’ha chiamato:
venditori ,si,di merda.
la mia mente e’ ormai purea,
mi ricordo la briani,
darf ich inhaus gehen?
bismorgen, dopodomani
non le volevo neanche male,
sono anche andato al funerale..
chi avevamo d’italiano?
la cassata siciliana..
tonda tonda nana nana,
che ricordo ormai lontano,
recitatai il porta, da villano
poi del belli, i santi e le sante
sul pazzaglia no non c’era,
ve lo lessi: scandalizzante.
vorrei averli sottomano
per rileggerli stasera.
io non so cos’ho imparato,
non l’ho mai fatto il ragioniere,
e il tedesco l’ho parlato
solamente a un cameriere,
mi ricordo giorni grigi,
solitudini infinite,
ansie e spasmi alla lavagna
tante speranze mai gioite,
si era in trenta, tanta gente,
mi ricordo la marisa,
teutonica belta’,
della jenny son cliente
ma per la frigidita’,
ah, politica di strazio cagion !
la dottora paola scalon
mi ricordo : era comunista,
con occhiali da craxiana
ci perdemmo poi di vista,
miopi entrambi, porca puttana,
e quel mio amore, ballerina?
mai vista mettere il tutu’,
occhi chiari, assai carina,
il cui cul non scordo piu’,
penso ad una caramella,
per ricordarmi il suo nome,
si, rossana, era bella,
alta, bionde chiome,
ma per lei “mona”
era solo il mio pronome.
ci volle tempo per capire
che non avevo a che spartire,
lei signora con cagnetto,
io campagnolo tonto e gretto
ti ricordi tu rosanna?
dopo scuola caffe’ e panna,
io non potevo, corri casa,
pien de zent, botega invasa !
cosi’ studiavo a notte fonda,
con le dita indolenzite,
con la mente sitibonda
catenarie, doppie partite
non ci trovai nulla di comico
in quelle sere cosi’ patite
scaricavo urea,nitrato ammonico,
e studiai a membra sfinite,
mi ricordo cecchinato,
lezion alle fatturatrici,
chi e’ non e’ morto fulminato
ha ancor le cicatrici,
si prendevan certe scosse
che spostavano le efelidi,
certe sleppe ,ormai rimosse,
che guarivan le emorroidi,
mi ricordo la miori,
la piccoletta di diritto,
forse una delle migliori,
ve lo dico un po’ di gitto.
mi ricordo le tende rosse,
scale anguste,neon,passi,
piogge e freddo e tosse,
l’intervallo e pochi spassi
gelidi mattini in motorino,
gli eskimi fradici nelle classi,
e i giornali vecchi
a salvare l’intestino
e la maria, i bidelli, i secchi
quei pavimenti sempre bagnati,
lo sguardo perso dei rimandati,
quelli a gennaio gia’ rassegnati,
gli spenti ragazzi gia’ bocciati,
mi ci volle tempo per capire,
che non era tempo di studiare,
quello che c’era da imparare,
era piu’ un tempo da passare
su quella paglia a maturare,
aspettare quel diploma
come la rimozione di un angioma
non mi ricordo matematica,
c’era pea, poi e’ andato,
e chi dopo di lui ?e’ buio pesto
mi dispiace l’ho scordato,
ma per esser proprio onesto
non me n’era mai fregato,
e’ stato tutto da buttare,
tutto inutile, tempo perso,
tranne per un particolare
che rende tutto pero’ diverso:
mi ricordo gli occhi neri
dell’antonella dotta,
che trafissero i pensieri,
che mi diedero un botta,
tengo quello nella sacchetta,
butto il resto,ma mi tengo stretta,
la memoria dei suoi sguardi,
un disco degli aerosmith,
e l’infinito del leopardi..
salvo quello di quei cinqu’ anni,
nient’altro,niente, niente,
ed e’ la sola cosa bella
che mi sia venuta in mente,
siete adesso in comarella,
qualcuno e’ un po cambiato,
qualcuno ,si,e’ ancor lo stesso,
ecco infine cos’ho imparato
che adesso e solo adesso
da quei tempo infelici,
posso dirvi- finalmente- “amici” .
adesso che il tempo e’ passato,
quell’adesso di 32 anni fa,
adesso so cos’ho guadagnato,
e mi torna la contabilita’
adessi il bilancio e’ approvato,
adesso si, io mi son diplomato,
mi han dato un 36 in felicita’,
e pazienza chi ha mollato,
voi miei amici, voi..
voi siete qua’.
(Zuppa, per la cena del cinquantennio)